Eccomi

2009 Gennaio 20

Premetto subito che non so davvero cosa sto combinando con questo blog, ne’ dal punto di vista pratico (cos’e’ un blog e come si usa?), ne’ tantomeno dal punto di vista teorico (cosa me ne faccio di un blog, non ce ne sono gia’ abbastanza?). Eppure, da qualche settimana non riesco a togliermi dalla testa l’idea che bloggare e’ cosa buona e giusta. Si salvi chi puo’!

In realta’, se mi e’ venuta voglia di bloggare e’ tutta colpa di Arianna Huffington. Lei e la sua guida al blog perfetto mi hanno contagiato inculcandomi che bloggare di questi tempi non e’ solo un passatempo sfizioso o un modo per farsi nuovi amici in rete, ma e’ una responsabilita’ sociale per condividere esperienze e conoscenze con il resto del mondo. Quella della Huffington e’ una filosofia che corteggia molto la nostra idea del ‘volemose bene’ – un’idea dove le barriere politiche, culturali e geografiche sono messe in secondo piano per dare vita ad una cultura globale (ma non necessariamente globalizzante) che preferisce condividere invece che limitare e che incoraggia espressamente il dialogo e lo scambio di idee che garantiscono la dignita’ e i diritti umani. Boom, che parolone!, dira’ qualcuno. Gia’ che ci sono, lo dico anch’io: ma c’e’ bisogno di darsi tanta importanza per un minuscolo e anonimo blog neanche tanto ben organizzato? Certo che no. Allora ricomincio da capo.

Cascate del Niagara

Cascate del Niagara

Dopo essere vissuta in Canada per oltre 12 anni, sono da poco rientrata in Italia, stanziandomi nientemeno che in quel di Vicenza - detta anche la citta’ del Palladio. Nonostante abbia vissuto i primi 26 anni della mia vita in Italia, tornare in questo paese un po’ sgangherato dopo un lungo periodo all’estero comporta un po’ di problemi di adattamento. Dalle testate giornalistiche che (s)vendono spazi editoriali a colpi di tette e deretani, alle (non)opportunita’ di lavoro per i soliti addetti ai lavori, dai fenomeni di razzismo dilagante, al mondo della politica dove volano piu’ insulti che allo stadio… l’Italietta che ritrovo nel 2009 e’ un Bel Paese dal sapore un po’ anomalo. Ora voglio precisare: il Canada non e’ un eldorado dove vivono solo puri di cuore, ne’ pretende di esserlo. Tuttavia l’Italia di oggi, agli occhi di chi viene da fuori, e’ davvero un paese dove l’esoticita’ non finisce mai di stupire – e non sempre in senso buono.

Manifestazione No Dal Molin, Vicenza, Dic. 2007

Vicenza, Dicembre 2007, Manifestazione No Dal Molin

Ecco, dunque, i posts che pubblichero’ nelle prossime settimane rifletteranno questa mia coscienza italo-canadese un po’ arruffata dall’ennesimo cambio di orizzonte. In questo viaggio da neo-blogger migrante, spero mi accompagneranno i miei amici, vicini e lontani, con contributi ed interventi a loro piacimento.

Invito anche e soprattutto tutti coloro che ancora miei amici non sono ad aiutarmi a fare del mio esperimento una piccola comunita’ senza frontiere. Chissa’ mai che la Huffington abbia ragione: bloggare fa bene, farlo insieme fa anche meglio.


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  1. 2009 Gennaio 25
    Anna permalink

    ciao, dopo due giorni surreali e apocalittici in giro come una pazza tra Padova e Vicenza, mi sono finalmente seduta davanti al computer e prima della lettura dei quotidiani, subito dopo aver scaricato la posta, mi sono letta le tue frittelle.
    Sono partita dalla prova del cuoco, e mi è tornato in mente come l’altra sera la meringata maschile che abbiamo mangiato ci (mi) abbia dato prova di un’innata superiorità culinaria (almeno a casa nostra) dell’uomo con cui divido i fornelli. E la cosa, in tutta sincerità, un po’ mi è dispiaciuta. Sono stata certamente allevata anch’io come l’angelo del focolare, cucino, sì, ma lui meglio. Senza sforzo alcuno.
    Poi ho letto di te, e ho pensato anche un po’ al coraggio che ci vuole dopo dodici anni a voltare pagina. Mi dico sempre che in fin dei conti siamo giovani, abbiamo tutta la vita davanti, e il cmabiamento è sempre miglioramento. Ma credeo che l’energia e, appunto, il coraggio per passare l’acqua e da Toronto (non Cernusco canadese) approdare a Vicenza (non Roma, MIlano, Firenze, Palermo, Napoli…..) sia parecchio. Il blog mi è piaciuto, si sente l’italocanadese, o la canaditaliana che sei diventata vivendo fuori. Per favore, continua ad illuminarci criticamente su quello che ci proprinano e sui papponi predigerti che ormai ingolliamo senza fare nemmeno una piega, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
    Penso e riepnso da mercoledì a quello che mi hai detto sulla scrittura, e me lo tengo stretto al cuore. Non ci sono scuse per non essere se stessi, mai. Io penso di essere davvero me se scrivo, e quindi adesso non lo sono (cioè, adesso adesso sì, ma poi no chissà fino a che giorno di che settimana di che mese di che anno). Lo faccio e lo farò. Nei due giorni surreali appena passati ogni cosa che vedevo e vivevo mi pareva da raccontare, e mi mancava solo la carta e la penna, o il computer davanti, per mettere giù immagini, facce, sensazioni.
    Spero che mi appaia anche il senso della mia scrittura, o il nonsenso. Il tuo blog ha un senso, mi è chiaro.
    E come gli uomini che cucinano meglio, così il tuo blog mi pare più compiuto delle mie idee sperse. Qui c’è da lavorare, e parecchio. Mi rimbocco le maniche, e mi ci metto. Sei stata lo sprone, e ti ringrazio davvero. Tu continua così, che va molto bene. Un abbraccio

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