Mi ripresento, mi chiamo Eloisa Stella e sono un’idealista
Rieccomi. Mi rendo conto che non è carino chiudere e riaprire un blog senza avvertire o dare spiegazioni. Ma è stato un male necessario. Dopo mesi di ristagno, seppur con qualche sporadica parentesi euforica, frittelle d’italia era diventata una deriva infelice in preda a una forte crisi di identità. Una crisi che aveva bisogno di un drastico cambio di scena con tanto di autocoscienza… il tutto in religioso silenzio.
Non che la sindrome sia scomparsa del tutto, ma almeno – dopo diverse settimane di semi-angosciante dibattito tra me e me – mi sembra di avere finalmente realizzato quello che frittelle dovrebbe essere o diventare. Per esempio, innanzitutto per non ricadere nella terra di nessuno, vorrei che frittelle d’italia aderisse a un progetto ben specifico che rispecchi meglio i miei valori e le mie aspirazioni.
Ecco, ho pensato a lungo a questo progetto e, anche se suona quasi puerile, credo che l’unico ideale in cui credo veramente è quello di vivere in un mondo senza discriminazioni di genere, religione, etnicità e cultura. Banale e utopico? Forse. Ma non per questo mi sento esonerata dall’auspicare e promuovere una società che rispetti i diritti umani e civili e in cui le pari opportunità non sono solo demagogia elettorale ma pratica quotidiana.
A questo proposito, credo sia fondamentale parlare a oltranza di stereotipi e discriminazioni analizzandone le origini, le modalità con cui si manifestano e il prezzo che ognuno di noi paga pur di far finta che le disuguaglianze riguardino sempre qualcun altro.
In questo progetto ambizioso e idealista, vorrei adottare però un taglio leggermente diverso dalla consueta retorica della denuncia. Invece di parlare solo delle vittime delle discriminazioni vorrei discutere anche di quelli che commettono atti discriminanti. Ma non solo. Vorrei fare anche un passo piu’ avanti e portare ad esempio persone e progetti impegnati a eliminare ingiustizie sociali a ogni livello e in ogni aspetto del quotidiano. Vorrei insomma dare spazio a chi non dà per scontato che il mondo sia solo dei ricchi e potenti, ma si batte per ridelineare il territorio delle opportunità includendo anche chi solitamente non ha voce in capitolo o è solito tacere, a chi parte da situazioni svantaggiate con un’idea in tasca che cambia il mondo, a chi ha o ha avuto il coraggio di dire basta.
Ma soprattutto, vorrei parlare di tutto questo dal mio punto di vista, quello di un’italiana con doppia cittadinanza (italiana e canadese) che ha vissuto a lungo in un paese, il Canada, dove le diversità culturali e sociali sono valorizzate – almeno sulla carta e a volte anche sul campo – come opportunità di scambio e arricchimento per tutti.
Ecco, adesso posso finalmente ricominciare a scrivere il mio blog.





